L’Iperammortamento 2026-2028 riporta al centro delle strategie d’impresa uno strumento fiscale già noto, ma aggiornato rispetto alle nuove priorità della trasformazione digitale. Software, infrastrutture per la gestione dei dati, intelligenza artificiale, cybersecurity, sistemi per la produzione, logistica, qualità e sostenibilità entrano in un perimetro che va letto con attenzione.
Il punto non è solo capire “quali beni rientrano”. La vera domanda per le imprese è come trasformare l’agevolazione in una leva per pianificare investimenti coerenti, integrati e documentabili. Il tema è stato anche al centro di un evento di approfondimento dedicato, pensato per chiarire le principali novità operative e le casistiche più rilevanti per le aziende.
In questa guida vediamo cosa cambia con l’Iperammortamento 2026-2028, quali beni materiali e immateriali possono essere agevolabili, cosa valutare per software, ERP e gestionali, quali documenti servono e perché conviene partire da una roadmap digitale prima ancora che dalla singola agevolazione.
L’Iperammortamento 2026-2028 è un’agevolazione fiscale introdotta per sostenere gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati. La misura riguarda gli investimenti effettuati nel periodo agevolato e consente una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto ai soli fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing.
La differenza rispetto ad altri strumenti utilizzati negli ultimi anni è importante. Non si tratta di un contributo diretto né di un credito d’imposta immediatamente compensabile. Il beneficio si traduce in un risparmio fiscale distribuito nel tempo, in coerenza con il piano di ammortamento del bene.
Per l’impresa questo significa che la valutazione non può fermarsi alla percentuale di beneficio. Occorre considerare il tipo di investimento, la durata dell’ammortamento, il momento di completamento, la documentazione richiesta e la capacità di dimostrare la coerenza tecnica del bene con i requisiti previsti.
Per un inquadramento istituzionale della misura è utile fare riferimento al provvedimento dedicato all’Iperammortamento per l’innovazione delle imprese, che definisce il beneficio come deduzione fiscale ripartita nel periodo di ammortamento.
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Fascia di investimento |
Maggiorazione |
Beneficio con IRES 24% |
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Fino a 2,5 milioni di euro |
180% |
43,2% |
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Da 2,5 a 10 milioni di euro |
100% |
24,0% |
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Da 10 a 20 milioni di euro |
50% |
12,0% |
La tabella evidenzia un punto essenziale: l’Iperammortamento 2026-2028 può generare un beneficio significativo, ma il recupero avviene come maggiore deduzione fiscale nel tempo. Per questo la convenienza va sempre valutata in relazione al piano di investimento, ai costi di gestione della pratica e all’effettivo impatto del bene sui processi aziendali.
Le categorie agevolabili sono principalmente tre:
I beni materiali sono identificati nell’Allegato IV e comprendono macchine, impianti, sistemi controllati da computer, sensori, sistemi per qualità e sostenibilità, soluzioni per interazione uomo-macchina, sicurezza, ergonomia e infrastrutture digitali a supporto dei processi produttivi.
I beni immateriali sono invece ricompresi nell’Allegato V e riguardano software, sistemi, piattaforme e applicazioni funzionali alla trasformazione digitale. Qui rientrano molte aree di interesse per le imprese che stanno evolvendo i propri processi: produzione, logistica, manutenzione, qualità, dati, cybersecurity, intelligenza artificiale, sostenibilità e gestione energetica.
La terza area riguarda gli impianti per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, eolico, sistemi di accumulo, trasformatori, misuratori e servizi ausiliari. In questo caso il requisito centrale è la destinazione all’autoconsumo energetico della struttura produttiva.
L’Allegato IV mantiene il collegamento con il mondo dei beni materiali 4.0, ma amplia il perimetro rispetto alla sola macchina interconnessa. Accanto ai beni strumentali controllati da sistemi computerizzati, trovano spazio sistemi per l’assicurazione della qualità, tecnologie per l’interazione uomo-macchina e infrastrutture per elaborazione, memorizzazione e trasmissione dei dati.
Questo passaggio è strategico. La trasformazione digitale non dipende più solo dal singolo macchinario, ma dall’ecosistema tecnologico che permette a macchine, software, dati e persone di lavorare insieme. Infrastrutture di calcolo per l’intelligenza artificiale, connettività industriale e sicurezza informatica OT/IT diventano quindi componenti da valutare con attenzione all’interno di un progetto di innovazione.
Il punto da presidiare è il collegamento con i processi produttivi e operativi. Dispositivi e sistemi non direttamente correlati a questi processi, o riferiti ad attività puramente amministrative e contabili, devono essere valutati con prudenza.
L’Allegato V è particolarmente rilevante per le imprese che stanno investendo in software e piattaforme digitali. Il perimetro dei beni immateriali comprende soluzioni per gestione energetica, AI avanzata, sostenibilità, Digital Product Passport, interoperabilità dei dati, data space, low-code/no-code, dashboard operative e automazioni di processo.
In questa prospettiva, l’Iperammortamento 2026-2028 intercetta molte aree oggi centrali per la competitività: sistemi per la produzione, software per la logistica, piattaforme di pianificazione, applicazioni per la qualità, strumenti di manutenzione, soluzioni di Business Intelligence operativa, cybersecurity e sistemi per analisi avanzata dei dati.
È qui che il tema si collega direttamente all’evoluzione dei gestionali e ERP per le imprese. Un software non è agevolabile solo perché digitalizza un’attività. Deve essere coerente con i requisiti previsti, integrato nei processi aziendali e capace di contribuire alla trasformazione operativa dell’impresa.
Uno dei dubbi più frequenti riguarda software ERP e gestionali. La risposta richiede attenzione: un ERP non rientra automaticamente nella sua interezza solo perché è un sistema aziendale. Possono invece essere valutabili moduli verticali collegati a processi operativi specifici, se coerenti con l’Allegato V e correttamente interconnessi.
Questo significa che l’analisi deve scendere al livello delle funzionalità. Moduli per produzione, logistica, pianificazione, schedulazione, qualità, manutenzione, supply chain, gestione di fabbrica, WMS, MES o MOM possono essere più coerenti con il perimetro dell’agevolazione rispetto a componenti puramente amministrative, finanziarie o contabili.
Per le imprese manifatturiere e distributive, il tema è particolarmente importante. L’ERP è spesso il cuore dell’architettura informativa, ma il valore agevolabile va ricondotto ai moduli che abilitano processi operativi misurabili, integrati e documentabili.
In questa direzione, una valutazione preliminare sulle soluzioni software per produzione e servizi consente di capire se l’investimento è solo un aggiornamento gestionale o se rappresenta un vero passo nella digitalizzazione dei processi.
Il requisito dell’interconnessione è decisivo. I software non dovrebbero essere considerati come strumenti isolati, ma come componenti di un sistema più ampio. Devono dialogare con backend, ERP, sistemi di fabbrica, infrastrutture aziendali, piattaforme esterne o sistemi di filiera.
La domanda corretta, quindi, non è solo: “Questo software rientra nell’Iperammortamento?”. La domanda più utile è: “Questo software è inserito in un processo digitale integrato, produce o scambia dati rilevanti, supporta attività operative e può essere documentato in modo coerente?”.
Questo cambio di prospettiva aiuta a evitare errori frequenti. L’agevolazione non premia l’acquisto tecnologico in sé, ma l’investimento che contribuisce alla trasformazione digitale dell’impresa.
Un altro tema sensibile riguarda SaaS, software in abbonamento, canoni periodici e servizi collegati. Molte imprese oggi acquistano software in modalità cloud o subscription, ma non sempre queste forme contrattuali rientrano nel perimetro dell’Iperammortamento 2026-2028.
Alla data degli aggiornamenti disponibili, i costi sostenuti a titolo di canone per beni dell’Allegato V richiedono particolare cautela. È quindi opportuno distinguere tra licenze d’uso, canoni periodici, servizi di messa in funzione, sviluppo software, manutenzione evolutiva, consulenza e attività di integrazione.
I servizi necessari alla messa in funzione del bene possono essere valutati nel contesto dell’investimento. Diverso è il caso di attività continuative, sviluppo personalizzato, manutenzione evolutiva o consulenza progettuale, che non vanno automaticamente considerate beni agevolabili.
Questa distinzione deve emergere già nella fase di offerta, contratto e configurazione dell’investimento. Impostare correttamente documenti, descrizione del bene, perimetro dei costi e requisiti tecnici riduce il rischio di contestazioni successive.
Per accedere all’Iperammortamento 2026-2028 non basta acquistare un bene coerente. Occorre rispettare un iter procedurale preciso, che coinvolge comunicazioni, documenti e verifiche.
Il percorso prevede una comunicazione preventiva, o prenotazione, con i dati identificativi dell’impresa, la descrizione del progetto, la tipologia di beni agevolabili, l’importo e la struttura produttiva di riferimento. Per i beni materiali e immateriali va indicata la data prevista di interconnessione; per i beni energetici, la data prevista di entrata in funzione.
Segue una comunicazione di conferma, legata all’avanzamento dell’investimento, che deve riportare anche gli elementi relativi all’acconto minimo richiesto. Infine, la comunicazione di completamento è necessaria per poter fruire della maggiorazione in dichiarazione.
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Fase |
Obiettivo |
Punto di attenzione |
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Comunicazione preventiva |
Prenotare l’investimento |
Descrizione corretta del progetto e dei beni |
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Comunicazione di conferma |
Dimostrare l’avanzamento |
Acconto, fatture, leasing o ordine del bene |
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Comunicazione di completamento |
Abilitare la fruizione |
Interconnessione, perizia e certificazione contabile |
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Fruizione |
Recuperare il beneficio fiscale |
Esito positivo e coerenza con dichiarazione |
Schema sintetico del processo
Per l’inquadramento procedurale è utile monitorare anche gli aggiornamenti del Gestore dei Servizi Energetici, poiché la piattaforma e le comunicazioni operative rappresentano un passaggio centrale per la gestione della misura.
L’Iperammortamento 2026-2028 richiede un presidio documentale molto attento. Non è più sufficiente ragionare in termini di acquisto e successiva verifica. L’ammissibilità deve essere costruita prima, durante la progettazione dell’investimento.
Tra i documenti chiave rientra la perizia tecnica asseverata, corredata da relazione tecnica. La perizia deve attestare i requisiti tecnici del bene, la coerenza con gli allegati e l’avvenuta interconnessione al sistema informativo di fabbrica o alla rete di fornitura.
È inoltre richiesta una certificazione contabile rilasciata da revisore legale o società di revisione abilitata, con l’obiettivo di attestare l’effettivo sostenimento delle spese agevolabili e la coerenza con la contabilità aziendale.
Questo aspetto ha un impatto operativo importante. Offerte, contratti, descrizioni tecniche, architettura dei sistemi, flussi dati e documentazione di progetto devono essere coerenti fin dall’inizio. In caso contrario, l’impresa rischia di scoprire troppo tardi che un investimento potenzialmente interessante non è stato impostato in modo adeguato.
Il rischio principale è considerare l’Iperammortamento 2026-2028 solo come incentivo da intercettare su un investimento già deciso. Questo approccio può essere utile nei casi più semplici, ma non permette di cogliere tutto il valore della misura.
Un approccio tattico parte dal singolo investimento: si verifica l’ammissibilità, si individuano gli incentivi cumulabili, si impostano documenti e criteri d’offerta, si gestiscono pratiche, perizie e rendicontazione.
Un approccio strategico parte invece dalla roadmap. L’impresa analizza processi, sistemi, architettura applicativa, livello di maturità digitale, priorità operative e aree di miglioramento. Solo dopo collega gli investimenti agli incentivi disponibili.
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Approccio |
Quando serve |
Cosa prevede |
Valore per l’impresa |
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Tattico |
Investimento già identificato |
Verifica ammissibilità, documenti, pratiche |
Riduce il rischio sul singolo progetto |
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Strategico |
Percorso digitale da costruire |
Assessment, roadmap, priorità, architettura |
Trasforma l’incentivo in leva di evoluzione |
Per molte imprese, questa seconda strada è la più interessante. L’Iperammortamento può diventare l’occasione per mettere ordine tra investimenti materiali, software, dati, cybersecurity, sostenibilità e compliance. Non un intervento isolato, ma un percorso coerente di trasformazione.
In questo senso, soluzioni di Analytics e Business Intelligence possono contribuire a valorizzare i dati prodotti dai processi operativi, rendendo più solida la connessione tra investimenti tecnologici, controllo delle performance e capacità decisionale.
Per affrontare l’Iperammortamento 2026-2028 in modo ordinato, l’impresa dovrebbe partire da una mappatura degli investimenti previsti tra 2026 e 2028. Non solo acquisti già approvati, ma anche progetti in valutazione, aggiornamenti software, evoluzioni infrastrutturali, interventi su produzione, logistica, qualità, dati e cybersecurity.
Il secondo passaggio è distinguere beni materiali, beni immateriali e impianti energetici. Ogni categoria ha requisiti, documentazione e logiche di completamento differenti.
Il terzo passaggio riguarda il collegamento con i processi operativi. Un software, una piattaforma o un’infrastruttura devono essere analizzati in base alla loro capacità di supportare produzione, logistica, manutenzione, qualità, supply chain, gestione energetica, dati o sicurezza.
Il quarto passaggio è verificare l’interconnessione. Sistemi standalone, non integrati e non documentabili possono essere più difficili da sostenere in sede di verifica.
Infine, è necessario pianificare perizia, certificazione contabile, comunicazioni GSE, eventuale cumulabilità con altri incentivi e corretta impostazione di offerte e contratti.
L’Iperammortamento 2026-2028 può rappresentare una leva importante per sostenere investimenti in tecnologie, software, infrastrutture e processi digitali. Per coglierne il valore, però, serve un approccio ordinato.
Non basta acquistare un bene o aggiornare un sistema. Occorre capire se l’investimento è coerente con i requisiti, se supporta processi operativi, se è interconnesso, se produce dati utili e se può essere documentato correttamente.
Per questo la misura va letta come parte di una strategia più ampia: una roadmap digitale che collega ERP, software verticali, dati, produzione, logistica, cybersecurity e sostenibilità agli obiettivi di crescita dell’impresa.