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Settore cartario: trend e opportunità per le aziende italiane

Scritto da Sisthema | 31 marzo 2026

Gli ultimi anni sono stati una sfida continua per tutto il comparto industriale: le filiere più energivore, come quelle del settore della carta, sono state fortemente penalizzate dall’aumento del costo dell’energia. Il biennio 2025–2026 si è aperto con segnali misti, rischi e opportunità che raccontano uno scenario nel quale è difficile identificare certezze e soprattutto una direzione univoca. Tra segnali di ripresa economica e notizie di cartiere a rischio chiusura, osserviamo quali sono tendenze e le opportunità per l’industria cartaria nel contesto più recente.

5 rischi e opportunità per il settore cartario

In contesti di business articolati, spesso il confine tra rischio e opportunità è piuttosto sfumato. Alcune tendenze, per esempio la transizione ecologica e linnovazione tecnologica, possono essere ascritte a entrambe le categorie, a seconda di fattori esogeni ed endogeni per ciascuna azienda. Quelli indicati di seguito seguono lo stesso criterio, costituendo principalmente una fotografia della situazione.

1. Innovazione sostenibile

L’innovazione sostenibile è da anni uno dei temi centrali per il settore cartario e continua a confermarsi anche nel 2026 come un fattore chiave di competitività. Con il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR), pubblicato il 22 gennaio 2025 ed entrato in vigore l’11 febbraio 2025, l’attenzione sull’impatto ambientale dei materiali è ulteriormente cresciuta. Il regolamento sarà pienamente applicabile dal 12 agosto 2026 e punta a rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030, a ridurre i rifiuti e a rafforzare i criteri di progettazione sostenibile. In questo scenario, l’Italia, già tra i Paesi europei più avanzati nel riciclo, può consolidare il proprio vantaggio investendo nell’innovazione della filiera e nell’adeguamento ai nuovi standard europei.

2. Reputazione di settore

Di pari passo con l’innovazione sostenibile, negli ultimi anni è cresciuta anche l’esigenza di rinnovare l’immagine e la reputazione del settore cartario, alla luce dei nuovi obiettivi ambientali che si affiancano alle tradizionali sfide industriali del comparto. I dati più recenti di Assocarta confermano che l’Italia mantiene una posizione di rilievo nella filiera europea della carta e del riciclo: è il secondo utilizzatore europeo di carta da riciclare e si distingue per indicatori di circolarità particolarmente avanzati, con un tasso complessivo di riciclo della carta del 70,9% e un tasso di riciclo degli imballaggi che nel 2024 ha superato il 92%. Rafforzare questa leadership e comunicarla in modo più efficace rappresenta un’opportunità concreta, soprattutto in un contesto in cui sostenibilità, innovazione e competitività incidono sempre di più sulle scelte di investitori, clienti e stakeholder.

3. Costi dell’energia e imprevedibilità

I costi energetici continuano a rappresentare una delle principali criticità per il settore cartario, fortemente energivoro. Nel corso degli ultimi anni il prezzo dell’energia ha mantenuto un’elevata volatilità: in Italia, il PUN (Prezzo Unico Nazionale) dell’energia elettrica si è attestato mediamente intorno ai 100–120 €/MWh nel 2024, per poi registrare nuovi picchi nel 2025 legati all’andamento del gas e alle tensioni geopolitiche. Anche nei primi mesi del 2026 il contesto resta instabile, con livelli di prezzo ancora significativamente superiori rispetto al periodo pre-crisi.

In questo scenario, la moderata ripresa della produzione registrata nel 2024 (+6,2%) e i segnali di resilienza emersi nel 2025 si confrontano, anche nel 2026, con una pressione costante sui margini, aggravata dall’instabilità delle materie prime, dai costi energetici ancora elevati e dalla crescente concorrenza internazionale.

4. Quotazioni del macero e del riciclo

Dopo la forte instabilità registrata negli anni più recenti, il quadro del riciclo della carta mostra segnali di tenuta ma resta esposto a variabili di mercato. I dati più aggiornati confermano che in Italia la filiera del riciclo mantiene livelli molto elevati: nel 2024, ultimo dato consolidato, il tasso di riciclo degli imballaggi in carta ha superato il 92%, mentre la raccolta differenziata di carta e cartone ha sfiorato i 4 milioni di tonnellate, consolidando la leadership europea del Paese. Tuttavia, l’andamento del macero e delle materie prime fibrose continua a risentire del contesto economico e industriale, tra costi energetici, concorrenza internazionale e volatilità della domanda. Più che di stabilizzazione definitiva, si può quindi parlare di una fase di relativa resilienza, in cui la capacità della filiera di valorizzare la materia resta un punto di forza, ma non elimina del tutto le incertezze del mercato.

5. Macchinari

Le conseguenze di un contesto ancora instabile continuano a pesare anche sull’indotto, compreso il comparto dei produttori di macchinari per la carta e il converting. Più che la sola carenza di componentistica specialistica, oggi incidono soprattutto il rallentamento della domanda industriale europea, l’aumento dei costi di produzione e la cautela negli investimenti da parte delle cartiere. In parallelo, cresce però la pressione ad ammodernare gli impianti per rispondere agli obiettivi di decarbonizzazione, efficienza energetica e riciclabilità richiesti dal mercato e dalla normativa. Ne deriva uno scenario ambivalente: da un lato investimenti più selettivi e tempi decisionali più lunghi, dall’altro una domanda crescente di tecnologie capaci di supportare la transizione industriale e ambientale del settore.

Trend recenti e prospettive per il settore cartario

Nel 2024 l’industria cartaria italiana aveva registrato una fase di recupero, con un fatturato di 8,3 miliardi di euro (+1,5%) e una ripresa dell’export, cresciuto dell’11,2%, con un contributo particolarmente rilevante del segmento degli imballaggi, in aumento del 15,4%.

Nel 2025, tuttavia, il quadro si è fatto più complesso. Secondo i dati preliminari diffusi da Assocarta a febbraio 2026, la produzione italiana di carta e cartone ha registrato un calo del 2,2% rispetto al 2024, in un contesto segnato da costi in aumento, maggiore concorrenza e rallentamento industriale. Il mercato nazionale ha mostrato una certa tenuta, con un consumo interno apparente in crescita del 3,8%, ma le vendite sul mercato interno dell’industria italiana sono diminuite dello 0,7% e anche l’export in volume ha segnato un -4,1%. Sul settore continuano quindi a pesare l’incertezza geopolitica, le tensioni sul mercato energetico, la volatilità delle materie prime fibrose e una pressione competitiva internazionale ancora elevata.

Importazioni vs domanda interna nel mercato cartario

Nel 2024 il mercato cartario italiano aveva già mostrato un equilibrio delicato tra domanda interna e capacità produttiva nazionale. La richiesta interna era cresciuta del 7,8%, ma a questa ripresa non aveva corrisposto un rafforzamento proporzionale della produzione nazionale: le importazioni erano infatti aumentate del 12,7%, arrivando a coprire oltre il 54% della domanda interna.

I dati preliminari 2025 confermano che questa dinamica resta centrale anche nello scenario più recente. La tenuta del mercato nazionale è stata infatti sostenuta soprattutto dalle importazioni, cresciute del 7,6%, mentre i volumi delle vendite dell’industria italiana sul mercato interno sono risultati in calo. Ne emerge un quadro di moderata resilienza, ma ancora fragile: la domanda tiene, mentre la competitività della produzione nazionale continua a essere messa sotto pressione da costi elevati, concorrenza internazionale e rallentamento industriale.

Normative europee e politiche ambientali che impattano il settore cartario

Il nuovo Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), ovvero il Regolamento UE 2025/40, rappresenta una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni per l’intera filiera degli imballaggi. Pubblicato il 22 gennaio 2025 ed entrato ufficialmente in vigore l’11 febbraio 2025, diventerà pienamente applicabile dal 12 agosto 2026, introducendo un quadro normativo più omogeneo e stringente, pensato per accompagnare l’Unione Europea verso un modello produttivo più circolare.

La nuova disciplina prevede obiettivi progressivi che incidono direttamente anche sul settore cartario: tra questi, la prevenzione dei rifiuti di imballaggio, la riduzione degli sprechi, l’obiettivo di rendere riciclabili gli imballaggi entro il 2030 e criteri più rigorosi di progettazione orientata al riciclo. In questo scenario, la capacità delle imprese di adeguare processi, materiali e sistemi di gestione ai nuovi requisiti sarà determinante per restare competitive in un mercato sempre più regolato e orientato alla sostenibilità.

Il Piano Industrial Deal per il settore cartario italiano

Nel 2025 Assocarta ha presentato il Paper Industrial Deal, un piano strategico pensato per rafforzare la resilienza e la competitività del settore cartario di fronte agli shock economici ed energetici degli ultimi anni. II documento pone come priorità la riduzione del differenziale energetico PSV–TTF, che incide pesantemente sui costi delle cartiere, e propone l’introduzione di una nuova gas release basata sul biometano, elemento centrale per accelerare la transizione verso fonti energetiche più sostenibili e meno soggette a volatilità. Il piano punta inoltre a rafforzare ulteriormente la circolarità del settore, invitando a valorizzare le materie prime rinnovabili e a ridurre la dipendenza dall’estero. Parallelamente, viene dedicato spazio alle misure per sostenere il lavoro qualificato, riconosciuto come fattore decisivo per mantenere competitivo l’intero comparto.

Settore cartario, quali strumenti per governare la complessità e cogliere le opportunità di mercato

Un dato emerge con chiarezza da tutti i segnali più recenti: il settore cartario si muove oggi in un contesto sempre più instabile, nel quale costi energetici, pressione normativa, competitività internazionale e sostenibilità impongono alle imprese una capacità decisionale più rapida e strutturata. In questo scenario, affidarsi a strumenti digitali avanzati che consentano di leggere i dati in tempo reale e trasformarli in scelte operative e strategiche diventa un fattore decisivo.

Per molte aziende del settore cartario, un ERP aggiornato e integrato rappresenta oggi l’ossatura del sistema informativo aziendale, perché permette di collegare pianificazione, produzione, logistica e controllo dei costi in un’unica visione. L’integrazione con soluzioni come il MES, insieme a un utilizzo sempre più evoluto dei dati, aiuta le imprese a gestire la complessità, migliorare l’efficienza e reagire con maggiore tempestività ai cambiamenti del mercato. In un comparto che deve conciliare resilienza, sostenibilità e competitività, la capacità di governare le informazioni è sempre più ciò che trasforma le criticità in opportunità.