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Come definire il ROS, l’utile netto e redditività delle vendite

Scritto da Sirio Informatica | 18 ottobre 2017

Nell’analisi delle performance di un’azienda, sia essa una struttura collaudata o una PMI, occorre tenere conto di alcuni indicatori fondamentali in grado di determinarne lo stato di salute e la possibilità, da parte di investitori, di muovere capitali a beneficio di una crescita ulteriore.

 

Formula ROS per la valutazione della profittabilità di un’impresa 

L’indice ROS, acronimo di Return On Sales, è uno strumento determinante per valutare la solidità dell’azienda. Fa parte della famiglia di indici che comprende anche ROA (Return on Assets), ROI (Return on Investment) e ROE (Return on Equity).

Utilizzare la leva ROS consente di valutare coerentemente la profittabilità di un’impresa in relazione al suo fatturato. In quanto indicatore di bilancio, la formula ROS si basa sul rapporto tra risultato operativo e vendite nette del periodo. Il risultato operativo è un valore che assomma in sé parametri come i fattori di reddito positivi e negativi propri della gestione caratteristica dell’azienda. Quindi: ai ricavi delle vendite vanno sottratti i costi industriali, amministrativi e commerciali.

Le vendite nette rappresentano il fatturato effettuato nel periodo, al netto di resi, sconti, abbuoni, etc…

L’indice ROS è in grado di evidenziare il ricavo netto ottenuto per ogni Euro di fatturato, si esprime in percentuale e va tendenzialmente utilizzato in sinergia con altri indicatori, come quelli menzionati qui sopra.

 

Come si calcola l’utile netto 

Nell’analisi delle performance aziendali occorre poi calcolare e definire l’utile netto. Si tratta della voce finale dei bilanci, la casella che sta normalmente in basso a destra e che è in grado di dirci come realmente ha funzionato un’impresa.

Per definirlo e calcolarlo occorre determinare un conto economico, solitamente legato ad un periodo definito di tempo. Si parte dalle vendite nette (non considerando quindi sconti e resi) sottraendone il costo dei beni venduti, e poi in successione le spese di vendita, quelle amministrative e generali: questo è il margine operativo lordo (EBITDA). Da questo occorre sottrarre ancora le spese di ammortamento e il deprezzamento dei beni, per giungere quindi al reddito operativo aziendale (EBIT).

Dall’EBIT occorre togliere le spese per gli interessi: questo è l’utile ante imposte (EBT). Togliendo le tasse si giunge all’utile netto. Che è un indicatore cruciale per capire se l’attività si svolge in modo efficace, dal punto di vista economico-finanziario. Nella gestione di tutti questi parametri è innegabile che occorra accedere alla digitalizzazione dei processi, pena l’impossibilità di verificare in tempo reale le performance.

Soprattutto, è l’elemento dinamico che occorre tenere ben presente. La complessità delle economie odierne, anche a livello di PMI, necessita di strumenti adeguati. La forte competizione e la specializzazione impongono un cambio di prospettiva.

 

Nel rapporto utile fatturato la solidità dell'impresa 

In conclusione quindi è il rapporto utile fatturato che determina lo stato di salute dell'azienda e quindi se le performance operative sono efficaci rispetto agli obiettivi. Una visione che considera solo il fatturato non fotografa lo stato dell'impresa, ma anche guardare all'utile netto senza confrontarlo con il fatturato è limitativo. Le analisi del fatturato servono a valutare le politiche commerciali, la redditività dei prodotti, ma non è detto che questo corrisponda a quanto si è realmente incassato. Per contro, anche con un utile positivo se a bilancio c'è un MON, il Margine Operativo Netto, negativo significa che il business dell'azienda è in perdita, perché magari nell'utile confluiscono attività finanziarie.

L'analisi degli indici di redditività consente al management e agli imprenditori di valutare le proprie attività, ma anche di confrontarsi con i competitor e quindi di considerare le proprie scelte strategiche. E' importante che le anali siano effettuate con precisione e con metodo in modo che il dato finale del rapporto dell'utile sul fatturato sia costantemente aggiornato per benchmarking interni ed esterni.